Al Pentagono, Pete Hegseth (capo della macchina militare statunitense) ha guidato una preghiera per la guerra citando un versetto della Bibbia che non esiste.
Non esiste perché l'ha scritto Quentin Tarantino.
Non è una battuta riuscita male.
Non è un meme da social.
È successo davvero.
Il massimo responsabile della difesa USA, quello che decide blocchi navali, bombardamenti, fame, sanzioni, morte a rate, ha preso un monologo pronunciato da un sicario che sta per giustiziare un uomo disarmato e lo ha spacciato per Parola di Dio.
Il Pentagono. Generali. Ammiragli. Medaglie. E Hegseth che dice:
"Adesso leggiamo la Scrittura. Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte..."
È Samuel L. Jackson che fa il gangster.
È come se un chirurgo aprendo un torace dicesse: "Citando il professor Frank-N-Furter…"
"Eh ma di sicuro lo sapeva, era simbolico."
Certo.
Come quando tuo cugino ubriaco guida contromano "per provocazione artistica".
Il problema alla fine non è neanche la citazione.
Il problema è che crede che la violenza sia un sacramento.
Che la guerra sia una liturgia.
Che Dio sia una specie di drone morale che vola sopra il Medio Oriente e dice: "Quelli sì. Quelli no. Quelli magari."
Perché non ha detto "questa frase viene da un film".
No.
L'ha presentata come preghiera.
Come base spirituale per decisioni militari.
"Stiamo decidendo chi affamare, chi bombardare, chi cancellare…
ma prima fatemi citare un monologo inventato per dare dignità a un'esecuzione."
Non è teocrazia, è peggio:
è cosplay religioso con armi nucleari.
Il vero versetto biblico è corto, sobrio, noioso.
Una frase.
Niente cammino dell'uomo timorato.
Niente ricercatore dei figli smarriti.
Niente contorsioni verbali sulla vendetta.
La Bibbia, quando parla di violenza, va dritta al punto.
Qui invece siamo alla teologia scritta da uno sceneggiatore strafatto di cultura pop.
Gli USA non sono solo armati fino ai denti, ma si raccontano la guerra come una serie TV, il nemico come un cattivo Marvel e Dio come voce fuori campo.
Quando confondi la Bibbia con un film,
non stai sbagliando citazione: stai confessando che per te la realtà è finzione.
Prima parla di blocchi navali, poi di adorazione.
Blocchi navali = fame.
Adorazione = Dio.
Stessa frase.
È la versione aggiornata delle Crociate, ma scritta da uno che crede di essere un guerriero templare con il microfono.
Poi si stupiscono se il resto del mondo guarda agli USA come si guarda a un pazzo con una tanica di benzina in mano e un accendino acceso.
Questo non è un incidente.
È una radiografia.
Rivela un potere che non distingue la fede dalla propaganda, non distingue il cinema dalla realtà e sopratutto non distingue Dio dalla vendetta.
Quando chi decide della guerra prega con le battute di un sicario immaginario, non "ha perso i valori": ha perso il contatto con la realtà.
Antonio Micciulli
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